Prima del primo passo c’è sempre qualcosa che viene prima: un desiderio, una decisione, ma anche una preparazione concreta.

Nel precedente articoloIl nostro Cammino Minerario di Santa Barbara, abbiamo raccontato il momento in cui il progetto prende davvero forma e il Cammino smette di essere solo un’idea per diventare strada. Ancora prima, nell’articolo Inviate lungo il Cammino minerario di Santa Barbara, il nostro progetto, abbiamo condiviso da dove tutto è nato: il sogno, le persone che ci hanno aiutate e la direzione che volevamo dare al nostro lavoro.

Questo articolo si colloca proprio in mezzo a quei due movimenti: tra il desiderio e la partenza reale.

Perché prima di affrontare il Cammino Minerario di Santa Barbara non bastava voler partire davvero.
Avevamo bisogno di prepararci, di ascoltare il corpo, chiarire le priorità, scegliere cosa portare con noi e capire come affrontare un itinerario lungo, vario e impegnativo senza improvvisare.

Ecco come è andata davvero!

Prepararsi non significa solo allenarsi

Quando si pensa a un cammino lungo, viene naturale concentrarsi subito sui chilometri, sullo zaino, sulla fatica. Ma per noi prepararci ha significato qualcosa di più ampio.

Ha significato entrare piano piano nel ritmo del Cammino ancora prima della partenza.
Fare spazio.
Mettere ordine.
Capire di cosa avevamo davvero bisogno e di cosa, invece, potevamo fare a meno.

Ci siamo rese conto che la preparazione aveva almeno tre dimensioni fondamentali:

  • il corpo, da allenare con gradualità
  • l’energia, da sostenere con un’alimentazione adatta
  • lo zaino, da costruire con attenzione e leggerezza

A queste si aggiungeva una quarta parte, meno visibile ma decisiva: la testa.
Perché partire per un cammino lungo significa anche abituarsi all’idea del tempo, della continuità, dell’essenziale.

L’allenamento: arrivare pronte senza strafare

Per il nostro lavoro siamo abituate a camminare, accompagnare gruppi e muoverci su sentieri e terreni diversi. Ma affrontare un cammino di più giorni consecutivi è un’altra cosa.

Non si tratta solo di “essere allenate”, ma di preparare il corpo a uno sforzo ripetuto, al peso dello zaino, alla costanza, al recupero.

Per questo abbiamo scelto di dedicare attenzione specifica all’allenamento, cercando consigli mirati e lavorando su ciò che ci sarebbe stato davvero utile lungo il percorso: camminare con lo zaino, curare l’appoggio del piede, imparare a recuperare dopo ogni giornata.

In questo passaggio abbiamo capito una cosa importante: allenarsi non significa performare, ma creare le condizioni per stare bene lungo la strada.

Approfondimento
Allenamento – Come ci siamo preparate per il Cammino minerario di Santa Barbara

L’alimentazione: nutrire il corpo durante il cammino

Un altro aspetto fondamentale è stato il rapporto con il cibo e con l’energia.

Prepararsi a un cammino lungo significa anche chiedersi come sostenere il corpo giorno dopo giorno, come idratarsi bene, come portare con sé alimenti utili ma leggeri, come evitare di arrivare scariche o sbilanciate durante le tappe.

Per noi questo è stato un passaggio importante, perché ci ha costrette a guardare l’alimentazione non come un dettaglio secondario, ma come parte integrante dell’esperienza del cammino.

Abbiamo cercato un supporto competente che ci aiutasse a capire come organizzarci meglio e come prenderci cura di noi in modo più consapevole. Anche qui, più che cercare regole rigide, volevamo trovare equilibrio.

Approfondimento
Alimentazione – Come ci siamo preparate per il Cammino minerario di Santa Barbara

Abbigliamento e attrezzatura: scegliere l’essenziale

Poi c’è stato lo zaino.
E con lo zaino, tutte le domande che arrivano sempre prima di partire.

Cosa serve davvero?
Cosa conviene lasciare a casa?
Come ci si veste per un cammino che attraversa ambienti diversi, giornate miti, sbalzi di temperatura, vento, sole e cambi improvvisi?

Per noi questo tema era particolarmente sentito anche per la nostra esperienza nel mondo outdoor. E forse proprio per questo non era così semplice scegliere: conoscere tante possibilità non rende automaticamente più facile decidere.

La vera sfida è stata selezionare l’essenziale.
Non il superfluo, non il “potrebbe servire”, ma ciò che davvero avrebbe reso più sostenibile il cammino, tappa dopo tappa.

Abbiamo ragionato su strati, pesi, funzionalità e praticità, cercando di costruire uno zaino capace di accompagnarci senza appesantirci.

Approfondimento
Abbigliamento e attrezzatura – Come ci siamo preparate per il Cammino minerario di Santa Barbara

Quello che stavamo preparando davvero

A guardarci da fuori, in quel periodo, sembrava forse che stessimo solo organizzando una partenza.

In realtà stavamo facendo qualcosa di più profondo.
Stavamo entrando nel Cammino ancora prima di iniziarlo.

Ogni scelta, una scarpa, un consiglio, un alimento, un peso da togliere dallo zaino, ci avvicinava sempre di più! Ed è forse questa la parte più vera della preparazione: non solo arrivare pronte, ma iniziare già a trasformarsi.

Da qui in poi, si entra nel Cammino

Prima di partire ci siamo preparate così: un passo alla volta, cercando equilibrio tra corpo, mente e organizzazione pratica.

Da qui in poi, tutto questo entrerà davvero nella strada.

Nei prossimi articoli inizieremo a raccontare il Cammino vissuto da dentro: la partenza, le tappe, la fatica, la bellezza, gli incontri e tutto quello che abbiamo imparato camminando.

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