Un progetto nato camminando, tappa dopo tappa

Prima del primo passo c’è stato un desiderio lungo, ostinato, rimandato e poi ripreso con forza. Nel precedente articolo, Il nostro progetto: Inviate lungo il Cammino Minerario di Santa Barbara, abbiamo raccontato come tutto è iniziato. Qui, invece, il Cammino prende davvero forma.

Il Cammino Minerario di Santa Barbara è un itinerario ad anello di circa 500 km che parte e ritorna a Iglesias e attraversa il territorio del Sud-Ovest della Sardegna. È un percorso storico, culturale e religioso che si sviluppa all’interno di ambienti naturalistici molto diversi tra loro: mare cristallino, falesie, dune, saline, boschi e montagne.

Il Pan di Zucchero nella zona di Masua, le dune di Piscinas, le saline di Sant’Antioco e l’isola di San Pietro sono solo alcune delle bellezze che si incontrano lungo le 30 tappe del Cammino.
Un itinerario costellato da siti minerarichiese dedicate a Santa Barbara, patrona dei minatori, e da numerosi siti archeologici che raccontano la lunga storia di questo territorio.

Questo cammino non è solo un percorso escursionistico.
È una narrazione che si snoda nel tempo e nello spazio.

Noi lo abbiamo percorso interamente, passo dopo passo e qui inizia la nostra avventura, ti raccontiamo come è andata realmente

Le Janas – Inviate speciali lungo il Cammino di Santa Barbara

Le Janas nella costa di Masua: Pan di Zucchero

Siamo Francesca e Loredana, guide ambientali escursionistiche e fondatrici di Janas Escursioni.
Camminare è il nostro lavoro, ma prima ancora è il nostro modo di conoscere i luoghi.
Da tempo sentivamo il bisogno di vivere il Cammino Minerario non solo come accompagnatrici o progettiste di percorsi, ma come pellegrine, immergendoci completamente nel territorio.
Volevamo attraversarlo senza fretta, osservare, ascoltare, incontrare le persone, entrare nei borghi, capire davvero cosa significa percorrere questo cammino nella sua interezza.
La pandemia ha rallentato e bloccato più volte questo desiderio, ma allo stesso tempo ci ha dato il tempo di chiarire le idee e rafforzare la volontà di partire.


Sapevamo una cosa con certezza:
avremmo camminato nella terra più antica d’Italia, tra miniere, borghi, spiagge e boschi, attraversando paesaggi che vanno dall’azzurro intenso del mare alle montagne silenziose, fino ai verdi boschi dell’interno.Siamo pronte! Abbiamo le idee molto chiare anche se la pandemia ci ha bloccato più volte. Quello che sappiamo con certezza è che cammineremo nella terra più antica d’Italia, tra miniere, borghi, spiagge e boschi ammirando affascinanti paesaggi dall’azzurro mare alle suggestive montagne fino ai verdi boschi.

Quello che vogliamo fare è di immergerci totalmente nel territorio per rapportarci con le realtà locali attraverso interviste, visite e racconti per metterne in luce tutta la Bellezza.

Immergersi nel territorio e nelle comunità locali

Il nostro obiettivo non era solo “fare il Cammino”.
Volevamo vivere il territorio, rapportarci con le realtà locali, incontrare le persone, raccogliere storie, visitare luoghi spesso fuori dai circuiti più battuti.

In ogni tappa abbiamo trovato un padrino o una madrina: persone del posto che ci hanno aiutato a orientarci, a capire il ritmo della giornata, a entrare in contatto con le comunità e a fissare incontri e interviste.

Questo progetto nasce anche da qui:
dal desiderio di raccontare il Cammino Minerario attraverso chi lo vive e chi lo abita.

I segnavia del Cammino: farsi guidare passo dopo passo

Lungo tutto il percorso il Cammino è segnalato da un simbolo preciso: una torre, che richiama quella in cui Santa Barbara fu imprigionata dal padre Dioscoro dopo la sua conversione al cristianesimo.

Questo segnavia è stato per noi come un faro.
Ci ha guidate lungo il percorso, ci ha rassicurate, ci ha ricordato di essere sulla strada giusta.

In alcuni tratti i cartelli sono gialli, a indicare la presenza di varianti o percorsi alternativi rispetto al tracciato principale.
Quando le frecce sono doppie, segnalano deviazioni verso siti di interesse, con ritorno successivo sul percorso ufficiale.

Imparare a leggere questi segni è parte integrante dell’esperienza del cammino.

Marzo 2021: quando il progetto prende forma

Siamo a marzo 2021.
Come guide abbiamo vissuto mesi difficili, segnati da stop continui, ma anche da tanta pratica sul campo e riflessione.

Domenica Porcu la nostra business coach

Quando la Sardegna entra in zona bianca e torna la possibilità di muoversi liberamente, sentiamo che è il momento giusto. Dopo un incontro con la nostra business coach Domenica Porcu, riprendiamo in mano il progetto e lo guardiamo con occhi nuovi.

Le risorse economiche sono poche, ma la voglia è tanta.

Decidiamo di autofinanziarci attraverso la vendita di borse di tela con il nostro logo. Chiediamo aiuto apertamente alla nostra comunità, a chi ci segue e crede nel nostro lavoro. Ci esponiamo, giriamo un video con l’aiuto del nostro amico Oscar, superiamo la timidezza e facciamo un passo in avanti.

La data è fissata: 7 aprile.

Preparativi, rete e condivisione

Nel mese che precede la partenza riprendiamo in mano il programma.
Ricontattiamo le strutture ricettive, comunichiamo le date del nostro arrivo, organizziamo la logistica e rafforziamo i contatti sul territorio.

Parallelamente continuiamo a raccontare il progetto sui social.
Il nostro amico Vincenzo ci sorprende con un video montato a partire dai materiali dei mesi precedenti: un racconto leggero e sincero di quello che stiamo per fare.

Il Cammino, ancora prima di iniziare, è già relazione.

Francesca e Loredana che promuovono la vendita delle borse con un breve video

Video e Post Social per promuovere il nostro Cammino

Manca circa un mese alla partenza. Ci impegniamo a riprendere in mano il nostro Programma. Ricontattiamo le strutture per comunicare le date del nostro arrivo e troviamo dei riferimenti sul territorio. In ogni tappa troviamo un padrino o una madrina che ci aiuta a muoverci, a capire come impostare la giornata e a fissare gli incontri con le persone e le interviste. Nel frattempo continuiamo a vendere le borse e stabiliamo la strategia per come annunciare questa notizia sui Social. Il nostro amico Vincenzo ci fa una grande sorpresa. Fa un montaggio con i video girati nei mesi precedenti e crea un video molto simpatico per descrivere quello che faremo.

6 aprile: Iglesias, il punto di partenza

Arriviamo a Iglesias la sera prima della partenza.
È la città da cui tutto inizia e a cui tutto ritorna.

Incontriamo Marco Vacca, guida dell’ufficio turistico di Iglesias, e con lui scopriamo il centro storico. Per la prima volta ci sentiamo turiste a casa nostra, e ci rendiamo conto di quanto ci sia ancora da conoscere anche nei luoghi che crediamo familiari.

Mentre camminiamo per la città, arrivano le prime chiamate da testate giornalistiche interessate al nostro progetto. Iniziamo a raccontare il Cammino, ciò che faremo, perché lo stiamo facendo.

Il viaggio è pronto a cominciare.

Prima di raccontare le tappe del nostro Cammino, vogliamo fermarci su un passaggio fondamentale: come ci siamo preparate davvero a partire? 

Nel prossimo articolo, Prima di partire, raccoglieremo in modo semplice e concreto tutto quello che per noi è stato essenziale: preparazione fisica, alimentazione, abbigliamento e attrezzatura, con i rimandi agli approfondimenti dedicati.

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