COSA DEVI SAPERE SULLA PRIMA TAPPA DEL CAMMINO MINERARIO DI SANTA BARBARA

Dettagli tecnici

TAPPA 1 DA IGLESIAS A NEBIDA  21km

COSA DEVI SAPERE SULLA PRIMA TAPPA DEL CAMMINO MINERARIO DI SANTA BARBARA

Dettagli tecnici

TAPPA 1 DA IGLESIAS A NEBIDA  21km

Adatta a: camminatori allenati per via della lunghezza di questa tappa 

Dislivello in salita: 753 mt 

Dislivello in discesa: 797 mt

Copertura rete mobile: Buona da Iglesias fino al paese di Monte Agruxiau e nel paese di Nebida e a tratti nella parte interna.

Segnaletica: Buona

Punti di interesse:   

Iglesias: centro storico, monastero del Buon Cammino, scavi di Cungiaus, Miniera di Monteponi col suo Pozzo Sella, Chiesa di S.Barbara, Palazzina Bellavista, Galleria Villamarina

Monte Agruxiau: Chiesa di S. Barbara

Monte Scorra: ruderi del villaggio

Nebida: Chiesa di S.Barbara, Galleria Santa Margherita, Galleria Chessa, Pan di Zucchero

La Gioia

Il 7 aprile è esplosa la nostra gioia, dopo oltre un anno di attesa e di lavoro, finalmente il nostro cammino minerario di Santa Barbara è iniziato davvero! è stato strano e anche al di lá delle nostre aspettative, che ci chiamassero per essere protagoniste di diverse interviste. Ovviamente ci siamo vergognate perché non siamo abituate, ma eravamo davvero felici perché lo scopo del voler percorrere questo cammino-pellegrinaggio da sole, vivendolo in prima persona era anche e soprattutto quello di far conoscere il territorio del Sulcis Iglesiente tramite la nostra esperienza. E certo, se ci fanno interviste su Videolina, TCS e ci intervistano per Il Sole24Ore e L’Unione Sarda  o il Corriere della Sera, vuol dire che questo Cammino ha maggiore probabilitá di essere conosciuto! 

I ricordi

Abbiamo visto tante volte il Cippo posizionato sotto la statua dedicata a Quintino Sella, simbolo della Città di Iglesias, ma stavolta era diverso, lo guardavamo con occhi diversi perché questa volta era IL PRIMO CIPPO del nostro Cammino Minerario di Santa Barbara!!!Entrambe abbiamo frequentato le scuole superiori proprio nella cittadina di Iglesias e nonostante i ricordi potessero affiorare in ogni angolo e da un momento all’altro, è stato come se fossimo qui la prima volta.

Abbiamo messo piede nel centro storico di Iglesias, percorrendo via Nuova, oggi chiamata via Matteotti e come abbiamo sollevato lo sguardo in alto, abbiamo subito inquadrato e impresso nella nostra mente la Chiesa di Buon Cammino, una delle  mete più importanti di questa prima tappa del Cammino Minerario di Santa Barbara.

La città di Iglesias

La sensazione è stata come se ci avesse vegliato, osservato ma anche già accolto, come se ci fossimo trovate già lassù senza dover fare nessuna salita e fatica per arrivarci. Abbiamo proseguito verso piazza Lamarmora e abbiamo imboccato la stretta via Sarcidano accompagnate dal profumo del caffè e i pasticcini, poi vico Duomo e da qui la visuale si è letteralmente aperta sopra l’ampia piazza di Piazza Municipio. Siamo state fortunate perché proprio in questi giorni è stata tolta l’impalcatura utilizzata per il restauro del Palazzo Comunale e abbiamo così potuto vivere e osservare meglio le bellezze di questo angolo nel cuore di Iglesias. Ci siamo tenute a sinistra per ammirare meglio l’imponente Cattedrale di Santa Chiara e il bianco Palazzo vescovile e abbiamo imboccato via Satta, svoltando poi a sinistra e arrivando alla Chiesa di San Francesco. Gli occhi si sono soffermati sull’elegante rosone incastonato perfettamente nella facciata della Cattedrale di Santa Chiara e siamo entrate all’interno e, in silenzio ci siamo diretteverso la Cappella di Santa Barbara, la prima di tutto il Cammino minerario di Santa Barbara.

All’uscita, abbiamo svoltato a sinistra e abbiamo poi girato a destra sulla SS126 accompagnate dai rumori delle macchine. Qui, abbiamo proseguito e piano piano, abbiamo costeggiato per circa 300 metri le massicce mura pisane, intervallate dalle torri, soffermandoci ad osservare la loro imponenza. Abbiamo continuato fino ad imboccare sulla sinistra la strada asfaltata che, dopo diversi tornanti e salite, che ci hanno fatto sudare parecchio, ci ha condotto fino al colle dove è stato edificato il santuario e il Monastero dedicato alla Madonna del Buon Cammino.

Il primo timbro del Cammino

Qui ci ha accolto una giovane suora, dagli occhi molto dolci e ci ha trasmesso tanta umanità, amore e ci ha incoraggiato tanto. Incontrarla ha, in qualche modo, ripagato la ripida salita. Proprio lei ci ha apposto il primo timbro sulla credenziale, il passaporto del pellegrino del cammino minerario di Santa Barbara. In quel momento non siamo riuscite a contenerci e qualche lacrima di commozione è scivolata nelle nostre guance, ci siamo rese conto che dal sogno stavamo passando alla realtà: finalmente il Cammino minerario di Santa Barbara si stava realizzando!Da quassù la vista è proprio incantevole e sembra di avere il controllo di tutta la città di Iglesias e proprio mentre ti addentri nella carrareccia delimitata dai due cippi che ti augurano il Buon Cammino, ti accorgi che stai lasciando la città alle tue spalle. 

L’incontro speciale con i volontari

Le Janas con Marco Pinna e Ninni Mocco, i volontari del Cammino minerario di Santa Barbara

Questo passaggio segna l’inizio del Cammino minerario di Santa Barbara in ambiente naturalistico, tra la fitta vegetazione e tra i vecchi sentieri che i minatori del Sulcis Iglesiente percorrevano quotidianamente. Mentre seguivamo le torrette, i segnavia gialli su sfondo blu del Cammino, come in un flusso interminabile, le emozioni sono continuate  con la comparsa di due volontari storici del Cammino minerario di Santa Barbara, che hanno contribuito alla creazione del percorso che abbiamo iniziato proprio oggi. Questi due angeli sono Marco Pinna e…il padre di Jana Francesca, Ninni Mocco ( e diciamolo, Francesca era moooolto emozionata). Piano piano e dopo una salita impegnativa, ci hanno condotto verso l’area mineraria di Cungiaus. Qua siamo state letteralmente catapultate all’interno del mondo minerario del Sulcis iglesiente e l’impatto è stato molto forte. Immagina che gli scavi, sono stati realizzati negli ultimi 2000 anni e i residui sono ormai montagne altissime.  Da lassù ci è sembrato di essere in un’altra città! L’attività estrattiva delle miniere ha proprio lasciato il segno sul paesaggio! Continuiamo a seguire il percorso e affianchiamo gli enormi forni di calcinazione di color mattone che ci accompagnano fino a discendere nella strada asfaltata  e ad  arrivare piano piano nella miniera di Monteponi.

Qui abbiamo ammirato la Chiesa dedicata a Santa Barbara e ci siamo totalmente immerse tra i resti del vasto complesso minerario. Entrare a  Pozzo Sella e osservare i macchinari e le strutture sapientemente ripristinati dai volontari dell’Associazione Pozzo Sella, ci ha fatto emozionare e capire meglio il funzionamento della miniera di Monteponi e delle miniere in generale, all’interno. Qui abbiamo udito il silenzio e ci siamo sentite piccole nelle enormi sale e abbiamo immaginato come, all’epoca, i rumori e il frastuono potessero echeggiare tra le enormi mura del complesso minerario. 

  • sdsds
  • dffdfdfdf
  • dfdfdfdfd
  • dfdfdfdf

Camminando camminando…

dsdsadasasdasda

Da qui, costellate dal rosso fuoco e scintillante degli sterili che si trovano a ridosso del complesso minerario,  abbiamo lasciato i due angeli e abbiamo  proseguito fino a imboccare i tornanti che ci hanno condotto piano piano al villaggio di Monte Agruxiau dove vivono ancora una trentina di  persone. A dire il vero non è abbiamo incontrato nemmeno una ma l’abbaio dei cagnetti provenienti dai diversi cortili che abbiamo trovato lungo la strada, ci ha proprio fatto compagnia. E così abbiamo salutato la chiesetta dedicata a Santa Barbara del villaggio di Monte Agruxiau e abbiamo proseguito verso i ruderi dorati del vecchio villaggio minerario di Monte Scorra immerso nel verde delle colline,  e abbandonato dai suoi abitanti dopo l’attività estrattiva. Ridiscese per circa 500 m, abbiamo incontrato una vecchia laveria della miniera e siamo risalite verso l’ovile Pittau. Da qui ci siamo godute un panorama mozzafiato sul litorale di Fontanamare e dopo aver sentito un leggero languorino, abbiamo deciso di ritargliarci la nostra prima pausa pranzo proprio qua. Abbiamo degustato il gustoso mustatzeddu, una focaccia con il pomodoro tipica del Sulcis iglesiente che avevamo acquistato nello storico  panificio Vargiu situato nel centro di Iglesias.

Il nostro mare

Dopo esserci rifocillate e dopo aver bevuto alcuni sorsi d’acqua, abbiamo proseguito fino a prendere sulla destra la strada camionabile asfaltata. L’abbiamo percorsa per circa 1,3 km fino a imboccare, sulla destra, una vecchia carrareccia che ci ha condotto sopra la parte alta della frazione di Nebida.Il Maestrale ci ha portato il profumo della salsedine, che ha preannuciato di pochissimo lui, il nostro Mare!  E da qua è iniziato uno spettacolo indescrivibile: siamo riuscite a intravedere il maestoso e bianco Pan di Zucchero, un faraglione di 133 metri che costeggia il mare e che domina tutta la costa.  Ci è voluto un po’ per riprenderci da questa forte emozione e dopo aver attraversato quelle che erano le palazzine dei minatori, abbiamo scavalcato un piccolo muretto e abbiamo percorso un sentierino che ci ha condotto a ridosso dell’ingresso della Galleria Santa Margherita.

Vecchi minatori

Qui l’incontro con altri due angeli: il nostro prezioso collega Alessio Piras e il signor Loru, un vecchio minatore di questa frazione, che ci ha parlato della sua esperienza lavorativa nelle miniere e della vita nel paese di Nebida. Insieme a loro, piano piano, siamo arrivate alla Chiesa di Santa Barbara, l’abbiamo visitata e dall’esterno abbiamo potuto osservare Nebida da un’altra prospettiva: dall’alto. Dopo abbiamo proseguito e molto lentamente siamo arrivate nel piazzale dove la prima tappa del cammino minerario di Santa Barbara finisce.

La verità è che più avanti del cippo esiste, qua a Nebida, un Belvedere che fa il giro della collina e si affaccia sul mare e sul Pan di zucchero. La vista da qui è bellissima  perchè si vede tutto il Golfo di Gonnesa, l’isola di San Pietro e la costa di Nebida.  Abbiamo così deciso di proseguire allietate dai racconti di signor Loru che ci ha trasmesso tanta passione per il territorio del Sulcis iglesiente e ci ha fatto totalmente immergere e vivere a trecentosessantagradi la storia mineraria di questa che ora è una piccola frazione. E’ stata una bella giornata piena e intensa e siamo andate a dormire super felici. 

GLI ALLOGGI DELLA PRIMA TAPPA DEL CAMMINO MINERARIO DI SANTA BARBARA – DOVE HANNO DORMITO LE JANAS

Iglesias 

Guest House La Babbajola – Via Giordano 13, a 350 mt dall’ inizio della tappa

Gest House La Babbajola

Guest House La Babbajola – Via Giordano 13, a 350 mt dall’ inizio della tappa

Posti letto: 9

Colazione: inclusa

Copertura rete mobile si

Wi-fi si

Uso cucina si

Sala comune si

Set asciugamani si

Tariffe da 25  a 35 €(a cavallo di Ferragosto) a persona a notte

Contatti   Carla cell 349 707 4383 

Nebida

B&B La vecchia Montagna

B&B La vecchia Montagna – Corso Pan di Zucchero 198,a circa 1,3 km dalla fine della tappa

Posti letto 14 (2 triple e 4 doppie)

Colazione inclusa

Copertura rete mobile si

Wi-fi al momento assente

Uso cucina no

Sala comune si

Set asciugamani si

Tariffe il prezzo della camera doppia va dai 55€ agli 80 € in base alla stagione (anno 2021) per dettagli contatta Renzo 349 589 0627

la tappa più emozionante

la tappa più emozionante…

Adatta a: camminatori allenati per via della lunghezza di questa tappa 

Dislivello in salita: 753 mt 

Dislivello in discesa: 797 mt

Copertura rete mobile: Buona da Iglesias fino al paese di Monte Agruxiau e nel paese di Nebida e a tratti nella parte interna.

Segnaletica: Buona

Punti di interesse:   

Iglesias: centro storico, monastero del Buon Cammino, scavi di Cungiaus, Miniera di Monteponi col suo Pozzo Sella, Chiesa di S.Barbara, Palazzina Bellavista, Galleria Villamarina

Monte Agruxiau: Chiesa di S. Barbara

Monte Scorra: ruderi del villaggio

Nebida: Chiesa di S.Barbara, Galleria Santa Margherita, Galleria Chessa, Pan di Zucchero

La Gioia

Il 7 aprile è esplosa la nostra gioia, dopo oltre un anno di attesa e di lavoro, finalmente il nostro cammino minerario di Santa Barbara è iniziato davvero! è stato strano e anche al di lá delle nostre aspettative, che ci chiamassero per essere protagoniste di diverse interviste. Ovviamente ci siamo vergognate perché non siamo abituate, ma eravamo davvero felici perché lo scopo del voler percorrere questo cammino-pellegrinaggio da sole, vivendolo in prima persona era anche e soprattutto quello di far conoscere il territorio del Sulcis Iglesiente tramite la nostra esperienza. E certo, se ci fanno interviste su Videolina, TCS e ci intervistano per Il Sole24Ore e L’Unione Sarda  o il Corriere della Sera, vuol dire che questo Cammino ha maggiore probabilitá di essere conosciuto! 

I ricordi

Abbiamo visto tante volte il Cippo posizionato sotto la statua dedicata a Quintino Sella, simbolo della Città di Iglesias, ma stavolta era diverso, lo guardavamo con occhi diversi perché questa volta era IL PRIMO CIPPO del nostro Cammino Minerario di Santa Barbara!!!Entrambe abbiamo frequentato le scuole superiori proprio nella cittadina di Iglesias e nonostante i ricordi potessero affiorare in ogni angolo e da un momento all’altro, è stato come se fossimo qui la prima volta.

Abbiamo messo piede nel centro storico di Iglesias, percorrendo via Nuova, oggi chiamata via Matteotti e come abbiamo sollevato lo sguardo in alto, abbiamo subito inquadrato e impresso nella nostra mente la Chiesa di Buon Cammino, una delle  mete più importanti di questa prima tappa del Cammino Minerario di Santa Barbara.

La città di Iglesias

La sensazione è stata come se ci avesse vegliato, osservato ma anche già accolto, come se ci fossimo trovate già lassù senza dover fare nessuna salita e fatica per arrivarci. Abbiamo proseguito verso piazza Lamarmora e abbiamo imboccato la stretta via Sarcidano accompagnate dal profumo del caffè e i pasticcini, poi vico Duomo e da qui la visuale si è letteralmente aperta sopra l’ampia piazza di Piazza Municipio. Siamo state fortunate perché proprio in questi giorni è stata tolta l’impalcatura utilizzata per il restauro del Palazzo Comunale e abbiamo così potuto vivere e osservare meglio le bellezze di questo angolo nel cuore di Iglesias. Ci siamo tenute a sinistra per ammirare meglio l’imponente Cattedrale di Santa Chiara e il bianco Palazzo vescovile e abbiamo imboccato via Satta, svoltando poi a sinistra e arrivando alla Chiesa di San Francesco. Gli occhi si sono soffermati sull’elegante rosone incastonato perfettamente nella facciata della Cattedrale di Santa Chiara e siamo entrate all’interno e, in silenzio ci siamo diretteverso la Cappella di Santa Barbara, la prima di tutto il Cammino minerario di Santa Barbara.

All’uscita, abbiamo svoltato a sinistra e abbiamo poi girato a destra sulla SS126 accompagnate dai rumori delle macchine. Qui, abbiamo proseguito e piano piano, abbiamo costeggiato per circa 300 metri le massicce mura pisane, intervallate dalle torri, soffermandoci ad osservare la loro imponenza. Abbiamo continuato fino ad imboccare sulla sinistra la strada asfaltata che, dopo diversi tornanti e salite, che ci hanno fatto sudare parecchio, ci ha condotto fino al colle dove è stato edificato il santuario e il Monastero dedicato alla Madonna del Buon Cammino.

Il primo timbro del Cammino

Qui ci ha accolto una giovane suora, dagli occhi molto dolci e ci ha trasmesso tanta umanità, amore e ci ha incoraggiato tanto. Incontrarla ha, in qualche modo, ripagato la ripida salita. Proprio lei ci ha apposto il primo timbro sulla credenziale, il passaporto del pellegrino del cammino minerario di Santa Barbara. In quel momento non siamo riuscite a contenerci e qualche lacrima di commozione è scivolata nelle nostre guance, ci siamo rese conto che dal sogno stavamo passando alla realtà: finalmente il Cammino minerario di Santa Barbara si stava realizzando!Da quassù la vista è proprio incantevole e sembra di avere il controllo di tutta la città di Iglesias e proprio mentre ti addentri nella carrareccia delimitata dai due cippi che ti augurano il Buon Cammino, ti accorgi che stai lasciando la città alle tue spalle. 

L’incontro speciale con i volontari

Le Janas con Marco Pinna e Ninni Mocco, i volontari del Cammino minerario di Santa Barbara

Questo passaggio segna l’inizio del Cammino minerario di Santa Barbara in ambiente naturalistico, tra la fitta vegetazione e tra i vecchi sentieri che i minatori del Sulcis Iglesiente percorrevano quotidianamente. Mentre seguivamo le torrette, i segnavia gialli su sfondo blu del Cammino, come in un flusso interminabile, le emozioni sono continuate  con la comparsa di due volontari storici del Cammino minerario di Santa Barbara, che hanno contribuito alla creazione del percorso che abbiamo iniziato proprio oggi. Questi due angeli sono Marco Pinna e…il padre di Jana Francesca, Ninni Mocco ( e diciamolo, Francesca era moooolto emozionata). Piano piano e dopo una salita impegnativa, ci hanno condotto verso l’area mineraria di Cungiaus. Qua siamo state letteralmente catapultate all’interno del mondo minerario del Sulcis iglesiente e l’impatto è stato molto forte. Immagina che gli scavi, sono stati realizzati negli ultimi 2000 anni e i residui sono ormai montagne altissime.  Da lassù ci è sembrato di essere in un’altra città! L’attività estrattiva delle miniere ha proprio lasciato il segno sul paesaggio! Continuiamo a seguire il percorso e affianchiamo gli enormi forni di calcinazione di color mattone che ci accompagnano fino a discendere nella strada asfaltata  e ad  arrivare piano piano nella miniera di Monteponi.

Qui abbiamo ammirato la Chiesa dedicata a Santa Barbara e ci siamo totalmente immerse tra i resti del vasto complesso minerario. Entrare a  Pozzo Sella e osservare i macchinari e le strutture sapientemente ripristinati dai volontari dell’Associazione Pozzo Sella, ci ha fatto emozionare e capire meglio il funzionamento della miniera di Monteponi e delle miniere in generale, all’interno. Qui abbiamo udito il silenzio e ci siamo sentite piccole nelle enormi sale e abbiamo immaginato come, all’epoca, i rumori e il frastuono potessero echeggiare tra le enormi mura del complesso minerario. 

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Camminando camminando…

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Da qui, costellate dal rosso fuoco e scintillante degli sterili che si trovano a ridosso del complesso minerario,  abbiamo lasciato i due angeli e abbiamo  proseguito fino a imboccare i tornanti che ci hanno condotto piano piano al villaggio di Monte Agruxiau dove vivono ancora una trentina di  persone. A dire il vero non è abbiamo incontrato nemmeno una ma l’abbaio dei cagnetti provenienti dai diversi cortili che abbiamo trovato lungo la strada, ci ha proprio fatto compagnia. E così abbiamo salutato la chiesetta dedicata a Santa Barbara del villaggio di Monte Agruxiau e abbiamo proseguito verso i ruderi dorati del vecchio villaggio minerario di Monte Scorra immerso nel verde delle colline,  e abbandonato dai suoi abitanti dopo l’attività estrattiva. Ridiscese per circa 500 m, abbiamo incontrato una vecchia laveria della miniera e siamo risalite verso l’ovile Pittau. Da qui ci siamo godute un panorama mozzafiato sul litorale di Fontanamare e dopo aver sentito un leggero languorino, abbiamo deciso di ritargliarci la nostra prima pausa pranzo proprio qua. Abbiamo degustato il gustoso mustatzeddu, una focaccia con il pomodoro tipica del Sulcis iglesiente che avevamo acquistato nello storico  panificio Vargiu situato nel centro di Iglesias.

Il nostro mare

Dopo esserci rifocillate e dopo aver bevuto alcuni sorsi d’acqua, abbiamo proseguito fino a prendere sulla destra la strada camionabile asfaltata. L’abbiamo percorsa per circa 1,3 km fino a imboccare, sulla destra, una vecchia carrareccia che ci ha condotto sopra la parte alta della frazione di Nebida.Il Maestrale ci ha portato il profumo della salsedine, che ha preannuciato di pochissimo lui, il nostro Mare!  E da qua è iniziato uno spettacolo indescrivibile: siamo riuscite a intravedere il maestoso e bianco Pan di Zucchero, un faraglione di 133 metri che costeggia il mare e che domina tutta la costa.  Ci è voluto un po’ per riprenderci da questa forte emozione e dopo aver attraversato quelle che erano le palazzine dei minatori, abbiamo scavalcato un piccolo muretto e abbiamo percorso un sentierino che ci ha condotto a ridosso dell’ingresso della Galleria Santa Margherita.

Vecchi minatori

Qui l’incontro con altri due angeli: il nostro prezioso collega Alessio Piras e il signor Loru, un vecchio minatore di questa frazione, che ci ha parlato della sua esperienza lavorativa nelle miniere e della vita nel paese di Nebida. Insieme a loro, piano piano, siamo arrivate alla Chiesa di Santa Barbara, l’abbiamo visitata e dall’esterno abbiamo potuto osservare Nebida da un’altra prospettiva: dall’alto. Dopo abbiamo proseguito e molto lentamente siamo arrivate nel piazzale dove la prima tappa del cammino minerario di Santa Barbara finisce.

La verità è che più avanti del cippo esiste, qua a Nebida, un Belvedere che fa il giro della collina e si affaccia sul mare e sul Pan di zucchero. La vista da qui è bellissima  perchè si vede tutto il Golfo di Gonnesa, l’isola di San Pietro e la costa di Nebida.  Abbiamo così deciso di proseguire allietate dai racconti di signor Loru che ci ha trasmesso tanta passione per il territorio del Sulcis iglesiente e ci ha fatto totalmente immergere e vivere a trecentosessantagradi la storia mineraria di questa che ora è una piccola frazione. E’ stata una bella giornata piena e intensa e siamo andate a dormire super felici. 

GLI ALLOGGI DELLA PRIMA TAPPA DEL CAMMINO MINERARIO DI SANTA BARBARA – DOVE HANNO DORMITO LE JANAS

Iglesias 

Guest House La Babbajola – Via Giordano 13, a 350 mt dall’ inizio della tappa

Gest House La Babbajola

Guest House La Babbajola – Via Giordano 13, a 350 mt dall’ inizio della tappa

Posti letto: 9

Colazione: inclusa

Copertura rete mobile si

Wi-fi si

Uso cucina si

Sala comune si

Set asciugamani si

Tariffe da 25  a 35 €(a cavallo di Ferragosto) a persona a notte

Contatti   Carla cell 349 707 4383 

Nebida

B&B La vecchia Montagna

B&B La vecchia Montagna – Corso Pan di Zucchero 198,a circa 1,3 km dalla fine della tappa

Posti letto 14 (2 triple e 4 doppie)

Colazione inclusa

Copertura rete mobile si

Wi-fi al momento assente

Uso cucina no

Sala comune si

Set asciugamani si

Tariffe il prezzo della camera doppia va dai 55€ agli 80 € in base alla stagione (anno 2021) per dettagli contatta Renzo 349 589 0627

la tappa più emozionante

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